martedì, 30 novembre 2004

Guarda un po'...

Ne avevo sentito parlare in occasione della messa in onda su Sky, è stata una bella sorpresa trovarla su LA7. Parlo della miniserie "Angels in America", che il canale anderà in onda anche domani e dopodomani, in occasione della giornata mondiale della lotta all'aids, oggi 1 dicembre. La prima puntata, che purtroppo ho seguito poco, mi ha entusiasmato.
Senza che io dica altro, vi linko al sito ufficiale, davvero ben fatto. Andate QUI.

Hola!


parto della mente malata di jekke
23:32 / p-link / ca i vari / commenti (1)

domenica, 28 novembre 2004

And when the music starts...

Serata intensa ieri, serata becera, serata felice, passata ballando sui tavoli del pub i più grandi successi della disco anni 70. Tante le persone che avrei voluto accanto, soprattutto quand'è partita "We are family", ma ero circondato lo stesso da tanto affetto. Senza pensieri, con un narcisismo unico, ho ballato fino a che avevo forze, e forse anche di più, senza curarmi di chi mi stava attorno, soltanto per me.
Ho bisogno di serate così, e cercherò di procurarmene altre... Manco fosse droga! :D

Hola!


parto della mente malata di jekke
14:32 / p-link / ca i vari / commenti (7)

sabato, 27 novembre 2004

Stanco

Incompensioni, malintesi, nudità dell'anima. Stanotte non ho chiuso occhio, come al solito per il troppo pensare, per il troppo parlare a me stesso, per il troppo parlare con improvvisati interlocutori. Forse ho le idee più chiare, certo, ma sono stanco, molto stanco. Ho dato la mia grossa parte di delusione, ma ne ho pure ricevuta molta in cambio. Il lavoro da fare è tanto, e in ogni caso lo voglio affrontarlo. Tutto questo mi ha fatto un gran bene, ma ho bisogno di un po' di tempo per capirlo foni in fondo.

Hola!

parto della mente malata di jekke
13:34 / p-link / me myself and i / commenti (1)

sabato, 27 novembre 2004

Fate il vostro gioco

Strani giorni, di piccole e grandi battaglie. Ieri, dopo tanto tempo, mi sono reso conto di dover ricominciare da capo: mi sono trovato di nuovo sconfitto di fronte a me stesso, di fronte a quel senso di inadeguatezza che non mi colpiva così fortemente da tempo. Forse la colpa è della salute ancora traballante, ci penserò più avanti... Ma come al solito, mi basta poco: rientrare nel laboratorio di teatro mi ha riavvicinato a me stesso, e se si somma il fatto che sono uscito soddisfatto la giornata è finita in pareggio. Il 10 abbiamo la prima uscita... Comincio a sentire un piccolo tremore sulla schiena, ed ho paura che crescerà di giorno in giorno.
Oggi, dopo tanto tempo, mi sono di nuovo immerso in una vecchia cara illusione, di una persona tanto cercata, tanto inseguita, ma impossibile da raggiungere. Risentire la sua voce, sentire di nuovo il suo bisogno di me, ha rimesso in moto meccanismi che credevo fermi da tempo. La polvere non era abbastanza, o magari esiste un olio speciale che io non conosco. Questa macchina non mi porterà a niente, già lo so, ma adesso non ho la forza di fermarla, nè la voglia. Mi aspetta un ulteriore volo in picchiata?

Hola!


parto della mente malata di jekke
00:32 / p-link / me myself and i / commenti (2)

mercoledì, 24 novembre 2004

Basta una canzone?

Per il clima esiste "metereopatico", qualcuno sa darmi la definizione di un carattere che varia con la musica? Volubile? Lunatico, forse? Questo è certo! Fatto sta che fino ad ora ero circondato da pensieri tristi, sogni che cadono, rapporti che si sbriciolano.
Preso in mezzo fra la mia voglia di essere sempre sincero e la difficoltà di dire le cose come stanno, in rapporti non chiari, io ed i miei sensi di colpa ingaggiamo lotte senza senso, arrivando a compromessi a volte patetici.
Da una parte quasi contento della mia ingenuità, sicuro che è un'arma che intenerisce i cuori di chi mi sta attorno, e che mi viene naturale (anche troppo), dall'altra conscio del fatto che questi conflitti sono inutili e faticosi, e che basterebbe solo crescere un po'.
Intanto sono qui, in mezzo alle danze. Speriamo che le canzoni rimangano sempre allegre.

Hola!




parto della mente malata di jekke
21:30 / p-link / me myself and i / commenti (7)

mercoledì, 24 novembre 2004

Dry your eyes, mate...

In one single moment your whole life can turn 'round
I stand there for a minute starin’ straight into the ground
Lookin’ to the left slightly, then lookin’ back down
World feels like it’s caved in – proper sorry frown
Please let me show you where we could only just be, for us
I can change and I can grow or we could adjust
The wicked thing about us is we always have trust
We can even have an open relationship, if you must
I look at her she stares almost straight back at me
But her eyes glaze over like she’s lookin’ straight through me
Then her eyes must have closed for what seems an eternity
When they open up she’s lookin’ down at her feet

Dry your eyes mate
I know it’s hard to take but her mind has been made up
There’s plenty more fish in the sea
Dry your eyes mate
I know you want to make her see how much this pain hurts
But you’ve got to walk away now
It’s over

So then I move my hand up from down by my side
It's shakin’, my life is crashin’ before my eyes
Turn the palm of my hand up to face the skies
Touch the bottom of her chin and let out a sigh
‘Cause I can’t imagine my life without you and me
There’s things I can’t imagine doin’, things I can’t imagine seein’
It weren't supposed to be easy, surely
Please, please, I beg you please
She brings her hands up towards where my hands rested
She wraps her fingers round mine with the softness she’s blessed with
She peels away my fingers, looks at me and then gestures
By pushin’ my hand away to my chest, from hers

Dry your eyes mate
I know it’s hard to take but her mind has been made up
There’s plenty more fish in the sea
Dry your eyes mate
I know you want to make her see how much this pain hurts
But you’ve got to walk away now
It’s over

And I’m just standin’ there, I can’t say a word
‘Cause everythin’s just gone
I’ve got nothin’
Absolutely nothin’

Tryin’ to pull her close out of bare desperation
Put my arms around her tryin’ to change what she’s sayin’
Pull my head level with hers so she might engage in
Look into her eyes to make her listen again
I’m not gonna fuckin’, just fuckin’ leave it all now
‘Cause you said it'd be forever and that was your vow
And you’re gonna let our things simply crash and fall down
You’re well out of order now, this is well out of town
She pulls away, my arms are tightly clamped round her waist
Gently pushes me back and she looks at me straight
Turns around so she’s now got her back to my face
Takes one step forward, looks back, and then walks away

Dry your eyes mate
I know it’s hard to take but her mind has been made up
There’s plenty more fish in the sea
Dry your eyes mate
I know you want to make her see how much this pain hurts
But you’ve got to walk away now
It’s over

I know in the past I’ve found it hard to say
Tellin’ you things, but not tellin’ straight
But the more I pull on your hand and say
The more you pull away

Dry your eyes mate
I know it’s hard to take but her mind has been made up
There’s plenty more fish in the sea
Dry your eyes mate
I know you want to make her see how much this pain hurts
But you’ve got to walk away now.

Hola!

parto della mente malata di jekke
20:24 / p-link / a life in music, ca i vari / commenti (4)

mercoledì, 24 novembre 2004

I made it through the illness?

Mi sento ancora debole e la testa va parecchio per i fatti suoi, ma il peggio sembra essere passato, anche se il virus intestinale con cui combatto da domenica sera ha già fatto parecchi danni, e non solo dal punto di vista fisico: è saltato l'esame, dato che non ho la forza di studiare; è rimandata la fine della collaborazione part-time con l'università; sono saltate due lezioni di nuoto ed una di teatro, che doveva essere fondamentale...
A parte tutto però, mi sono sentito circondato da molto affetto: quello premuroso ed impaurito dei miei, quello invadente ed un po' interessato del mio cane, quello discreto ed un po' imbarazzato di una voce al telefono... Forse anch'essa un po' interessata. Spero di tornare operativo presto!

Hola!


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15:50 / p-link / ca i vari / commenti (3)

domenica, 21 novembre 2004

Pensieri

Da qualche giorno a questa parte si parla parecchio di ricordi fra le persone a me care, e mi sono fermato un attimo a riflettere. Non tanto sui miei ricordi, quanto sui ricordi in sé stessi. Ci sono quelli brutti, che vorremmo non ci assalissero in maniera così brutale e meschina quando meno ce lo aspettiamo; ci sono quelli belli, a cui guardiamo con malinconia, tornando con la memoria ad una felicità che sembra non potersi realizzare mai più. Fra i due gruppi c'è un oceano di variabili, ognuno ha il suo. Il paradosso arriva nel momento in cui decidiamo di dimenticare: vogliamo eliminare quel ricordo, senza accorgerci che l'abbiamo così richiamato alla mente. Di più, appena si decide di dimenticare ci rendiamo anche conto di quanto sarebbe stupido: i nostri ricordi sono parte di noi, siamo noi.
Ciò che spesso scordiamo è che i ricordi si creano in ogni istante che viviamo, in ogni incontro, in ogni schiaffo, in ogni sorriso. Spesso siamo troppo impegnati a ricordare che ci dimentichiamo di vivere.

 Happiness

Say good-bye
To not knowing when
The truth in my whole life began
Say good-bye
To not knowing how to cry
You taught me that

And I'll remember
The strength that you gave me
Now that I'm standing on my own
I'll remember
The way that you saved me
I'll remember

Inside
I was a child
That could not mend a broken wing
Outside
I looked for a way
To teach my heart to sing

And I'll remember
The love that you gave me
Now that I'm standing on my own
I'll remember
The way that you changed me
I'll remember

I learned
To let go
Of the illusion that we can possess
I learned
To let go
I travel in stillness
And I'll remember
Happiness
I'll remember
I'll remember

And I'll remember
The love that you gave me
Now that I'm standing on my own
I'll remember
The way that you changed me
I'll remember

No I've never been afraid to cry
Now I finally have a reason why
I'll remember
No I've never been afraid to cry
Now I finally have a reason why
I'll remember

Questa è dedicata a tutti voi. Buonanotte.

Hola!

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sabato, 20 novembre 2004

Colpo d'occhio

Cara mamma,
Mi spieghi cosa c'entra la carta igienica ROSA in un bagno con i sanitari blu?!
Non c'è che dire, se la giornata comincia con questi toni, entro stasera mi avranno già rinchiuso! :D

Hola!



parto della mente malata di jekke
11:34 / p-link / ca i vari / commenti (4)

venerdì, 19 novembre 2004

Points of view - Le mie recensioni

Residenti Evil: Apocalypse

Un guazzabuglio infernale di esplosioni, morti viventi e mutazioni genetiche; eppure, a sentire i cultori del gioco, questo film è un capolavoro. Parlo del secondo capitolo della saga di “Residenti Evil”, ispirata al celeberrimo quanto terrificante videogame.

La chiusura dell’episodio precedente aveva qualcosa di epico: Alice, alias Milla Jovovich, si sveglia in ospedale e cammina seminuda in mezzo alla città deserta in preda al caos, infine imbraccia un fucile a pompa e con aria minacciosa lo carica. Il film riprende da qui.

Cos’era successo? La Umbrella Corporation aveva deciso di riaprire l’Alveare, il famigerato laboratorio segreto dove si era svolta la tragedia del primo capitolo: mai mossa fu più sbagliata. Racoon City è invasa da orde di morti viventi, vittime del virus T, e le precauzioni sono drastiche: sterminio di massa entro l’alba, mentre Nemesis, un irriconoscibile Matt miracolosamente scampato insieme ad Alice all’Alveare, semina morte. Ma Matt non è l’unico prodotto delle sperimentazioni genetiche della Umbrella: la stessa Alice è stata potenziata come portatrice sana del virus T, ma il ruolo di Wonder Woman sembra non piacergli, anzi.

Alice non rimarrà sola per molto: a lei si uniranno Jill Valentine e Carlos Olivera, componenti del corpo scelto di polizia STARS,  e la giornalista Teri Morales, attaccata tanto alla vita quanto al premio Pulitzer. Ma come si può fuggire da una città blindata? Il dottor Charles Ashcroft, ricercatore della Umbrella, li aiuterà ad uscire a patto che ritrovino sua figlia, dispersa durante la fuga organizzata dalla Umbrella.

In un susseguirsi di colpi di scena, terribili segreti e violenza gratuita (anche se piacevolmente spettacolare) il film ci conduce ad un finale che non è un finale, come da copione... Preparatevi per il terzo capitolo!

 

Rate: 2 ½ / 5

 

Hola!

parto della mente malata di jekke
19:21 / p-link / points of view le mie recensioni / commenti (4)

giovedì, 18 novembre 2004

All I wanna do is...

Beauty's where you find it...

Strike a pose
Strike a pose
Vogue.. vogue.. vogue
Vogue.. vogue.. vogue

Look around
Everywhere you turn is heartache
It's everywhere that you go.. look around
You try
Everything you can do escape
The pain of life that you know.. life that you know

When all else fails and you long to be
Something better than you are today
I know a place where you can get away
It's called a dance floor
And here's what it's for so

Come on Vogue
Let your body move to the music
Hey hey hey
Come on Vogue
Let your body go with the flow
You know you can do it

All you need
Is your own imagination
So use it that's what it's for.. that's what it's for
Go inside
For your finest inspiration
Your dreams will open the door.. open up the door

It makes no difference if you're black or white
If you're a boy or a girl
If the music's pumping it will give you new life
You're a superstar
Yes that's what you are you know it

Come on Vogue
Let your body groove to the music
Hey hey hey
Come on Vogue
Let your body go with the flow
You know you can do it

Beauty's where you find it
Not just where you bump and grind it
Soul is in the musical
That's where I feel so
Beautiful
Magical
Life's a ball
So get up on the dance floor

Come on Vogue
Let your body move to the music
Hey hey hey
Come on Vogue
Let your body go with the flow
You know you can do it
Do it

Vogue
Beauty's where you find it
Vogue
Beauty's where you find it

Greta Garbo and Monroe
Deitrich and DiMaggio
Marlon Brando.. Jimmy Dean
On the cover of a magazine

Grace Kelly.. Harlow Jean
Picture of a beauty queen
Gene Kelly.. Fred Astaire
Ginger Rodgers.. dance on air

They had style
They had grace
Rita Hayworth gave good face
Lauren.. Katherine.. Lana too
Bette Davis.. we love you

Ladies with an attitude
Fellows that were in the mood
Don't just stand there let's get to it
Strike a pose there's nothing to it

Vogue
Vogue

Oooh
You've got to
Let your body move to the music
Oooh
You've got to just
Let your body go with the flow
Oooh
You've got to
Vogue

Ho voglia di lasciarmi andare, ho voglia di piacere, ho voglia di piacermi... Forse ci sto riuscendo.

 

Hola!

parto della mente malata di jekke
17:48 / p-link / a life in music, ca i vari / commenti (4)

mercoledì, 17 novembre 2004

Il mondo? Un cesso!

Tranquilli, non è una tirata stile Calimero sull'ingiustizia del mondo! Oggi sono rientrato dopo tanto tempo nelle toilette della mensa di S. Apollonia, e sono rimasto davvero colpito: in meno di un metro quadro c'era condensato un mondo. Dibattiti, richieste, pensieri, deliri: tutto lì dentro. A parte i classici "Cerco cazzo..." con relativo elenco di prestazioni, misure e numero di telefono, nei bagni si consumano i più accesi dibattiti politici che mi sia mai capitato di vedere (o di leggere), e basta davvero poco per innescarli: si parte con "Comunisti di merda" o "fascisti del cazzo" e la bomba esplode. C'è chi rispnde a tono (leggi: con offese...) e chi cerca di mediare o di dare risposte circostanziate. A chi cerca di stemperare la polemica, cercando magari di ricordare l'originario uso del vano, la risposta è unanime: "Qualunquista del cazzo". Ma che sarà questa fissazione con il caro vecchio membro virile? Forse inconsciamente ci ricordiamo cosa dovremmo maneggiare in un bagno al posto dei pennarelli? Ci sarebbe anche tutta una diatriba fra nordisti (froci ed impotenti) e sudisti (terroni e sudici), ma vi risparmio...
Che dobbiamo fare allora noi poveri mortali, che usiamo la toilette solo per esplicare le nostre funzioni fisiologiche, schiacciati da tali e così alte dispute? Forse dovremmo solo stare attenti a fare centro, senza curarci di altro, ricordandoci di un semplice fatto: non siamo noi che puliamo!

Hola!


parto della mente malata di jekke
19:33 / p-link / cos va il mondo / commenti (1)

martedì, 16 novembre 2004

Carmen, arrivo!!

Se tutto va bene, il 14 dovrei essere a Cascina per il concerto della Cantantessa... Speriamo!!

Hola!

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23:14 / p-link / ca i vari / commenti

lunedì, 15 novembre 2004

Frammenti di conversazioni...

Strane cose si possono ascoltare sui treni; devo dire che a me piace molto origliare, e raramente rimango deluso. Vengo così a scoprire che le tre occupanti dei posti dietro al mio sono delle Maddalene. Tutte e tre hanno cornificato i rispettivi ragazzi, due erano pentite, una invece no, anzi era incazzata con lui perché anche il tipo aveva fatto lo stesso una volta che era venuto a conoscenza dei fatti. Sia chiaro, che la gente si cornifichi non mi ha mai scandalizzato, ciò che mi ha lasciato un po' interdetto è stata la percentuale!

Hola!

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20:09 / p-link / cos va il mondo / commenti (7)

domenica, 14 novembre 2004

The answer, my friend...

Classiche folgorazioni, ormai vivo di istanti. Parlavo con un mio caro amico lontano, e commentavo il vento infernale che sta spazzando il mio paese. Siamo giunti alla conclusione che la pioggia è meglio del vento, poiché dalla pioggia, anche quando sei per strada, puoi ripararti, dal vento no. Il vento ti entra nelle ossa, ti percuote e ti taglia la faccia. In serate come questa ci vorrebbe un posto caldo, una tazza di cioccolato, una sorta di nido a cui far ritorno.
E chi questo nido non ce l'ha? Non resta altro da fare che cercare un punto riparato e rannicchiarsi su se stessi, aspettando i comodi del dio Eolo. Senza rendersi conto che magari il vento è proprio dentro di noi, in quelle tempeste che ci percuotono l'anima e ci tagliano il cuore. Mi piace immaginare le emozioni come un vento forte che investe tutto, da cui è impossibile ripararsi. Almeno fino a quando non si riesce a trovare un nido caldo ed accogliente.
Beh, per stasera la mia dose di delirio sul web l'ho scaricata... Domani il vento sarà calato di sicuro. Buonanotte.

Hola!



parto della mente malata di jekke
00:38 / p-link / me myself and i / commenti (3)


My name is Luca, I live on the second floor...

"I Costruttori"

Fernand Leger, 1950

e-mail: jekke83@infinito.it
msn: jekke83@infinito.it

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points of view le mie recensioni

"Credo che tutto quanti noi siamo spettri. In noi non circola soltanto quel che abbiamo ereditato da padre e madre, ma anche tutte le vecchie morte opinioni possibili e le vecchie fedi defunte d'ogni specie, e così via. Ciò non vive più in noi, tuttavia l'abbiamo nel sangue e non possiamo liberarcene [...]. Ecco perché, tutti indistintamente, siamo così compassionevolmente paurosi della luce."

Henrik Ibsen, "Spettri"

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Gennaro Cosmo Parlato, "Cosa c'è di strano?"

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Tacchi a spillo di Pedro Almodovar

Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti

Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman

Quarto Potere di Orson Welles

I Simpson - Il Film di David Silverman

Shortbus di John Cameron Mitchell

Disturbia di D. J. Caruso

Vacanze Romane di William Wyler

Gilda di Charles Vidor

Volver di Pedro Almodovar

Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodovar


A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo, testo e regia di Rodrigo Garcìa

Echi della Colnna Infame, regia e adattamento di Chiara Giordanengo e Michele Viale

Ferragosto. Giornata di Teatr'Anti, testo e studio scenico di David Spagnesi

Hey Girl! Regia di Romeo Castellucci

Finale di Partita di Samuel Beckett,Regia di Franco Branciaroli

La piuma che graffia il cuore della vita, di e con Patricia Astrada


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