mercoledì, 26 gennaio 2005

Grazie Federico

E' bello avere delle certezze... Ed io ne ho 8 e 1/2.
Buonanotte gente.

Hola! 

parto della mente malata di jekke
23:49 / p-link / ca i vari / commenti (1)

lunedì, 24 gennaio 2005

A blurred vision

A volte tutto gira troppo veloce, e non ce la fai a cogliere tute le sfumature. La visione delle cose ne risulta sfasata, spesso in maniera irreparabile, e rimani interdetto, chiedendoti dov'era il segnale che non hai colto.
Stasera devrei essere contento, e lo sono, ho tutti i motivi per esserlo. Non c'è stato un incontro che ho inseguito per 6 interi giorni, ma non importa, ormai la fretta ho dimenticato cos'è. Cos'è che non va. Me lo chiedo spesso. Sarà questo vento infernale che mi scuote senza ragione. Non diciamoci cazzate. Quando pensavo di aver almeno colto parte dell'essenza, ecco che essa mi sfugge, le carte in tavola cambiano, forse mescolate proprio da questo vento che soffia incessante.
Cosa c'è che non va. Sarà questa canzone che un'amica mi ha passato: ossessionante, supplicante, carica di... Non so bene cosa. Sarà che alle persone basta poco per mostrare l'altra faccia, quella cattiva, quella disperata. Sarà che basta poco a incrinare un'intesa. E tu? Tu da che parte stai? Con chi stai? Devi schierarti? E' giusto schierarsi? Ma soprattutto: è davvero importante?
Stasera sono pieno d'interrogativi. Per carità, non certo sulle grandi questioni dell'anima, ma spesso anche le piccole cose ci colpiscono, un cambiamento di fase, un battito d'ali.
Se solo smettesse il vento...

Hola!

parto della mente malata di jekke
23:25 / p-link / cos va il mondo, ca i vari / commenti (1)

domenica, 23 gennaio 2005

 Rituali

La torta è fatta... Quasi dimenticavo la maglia!!! Tutto è pronto per domani... Tranne me! Speriamo bene...

Hola!

parto della mente malata di jekke
21:46 / p-link / ca i vari / commenti (3)

domenica, 23 gennaio 2005

 Trip the station, change the channel

Everybodyeverybodyeverybodyeverybody....

I'm bored with the concept of right and wrong.

Hola!

parto della mente malata di jekke
13:42 / p-link / a life in music, ca i vari / commenti (2)

venerdì, 21 gennaio 2005

Viva le prime impressioni

PART #1

"Non ho tempo per sistemare i capelli, andrò così alle prove, tanto chissenef..."
Esco di casa con una capigiatura che si avvicina molto alla Medusa di Caravaggio, barba lunga, maglione di lana che canta il Te Deum.
"Volevo presentarvi l'Adamo mancante della commedia, ragazzi questo è Leonardo".

PART #2

IO: "Tu che scuola hai fatto?"
LUI: "L'ITI, poi ho cambiato, adesso sono al liceo."
IO:" Buahahahahahahahahahah!!"
LUI:"?!"

Poste le basi per un'eterna amicizia? :D

Hola!

parto della mente malata di jekke
00:32 / p-link / ca i vari / commenti (3)

martedì, 18 gennaio 2005

 Causa ed effetto

Più si avvicina l'esame, più aumenta lo stress.
Più aumenta lo stress, più aumenta il desiderio di scaricarlo.
Più aumenta il desiderio di scaricarsi, più aumenta il bisogno di fare sesso.


QUINDI....

Ci sono volontari?

Hola!

parto della mente malata di jekke
21:31 / p-link / ca i vari / commenti (2)

sabato, 15 gennaio 2005

 L'eleganza è il mio mestiere


Preview

Tiratissimo per le strade di Firenze: passeggio con il mio cappotto nuovo nuovo, guanti di pelle, sciarpa rossa "giusta", scarpe di cuoio, quando ad un tratto, di fronte alla vetrina di Versace in via Tornabuoni incrocio due miei amici a braccetto. M. mi scruta bene, e quando si accorge che sotto a quella tenuta c'è il solito Luca mi saluta come stordito... E' proprio vero: quando uno l'eleganza ce l'ha nel sangue risalta anche con addosso un sacco di iuta... Ed ovviamente non è il mio caso... 


Elegance is an attitude: good manners

Thio: Cori hai visto com'è elegante Luca stasera?
Io: Ho cercato di unire l'utile al dilettevole: così non devo cambiarmi e appena usciamo da teatro mi avvio al solito palo alle Casci
ne.

La grande arte del sapersi valorizzare con buon gusto...

Hola!

parto della mente malata di jekke
19:25 / p-link / cos va il mondo, ca i vari / commenti (4)

venerdì, 14 gennaio 2005

 Da dove comincio?

Quando ci sarebbe bisogno di utilizzare paroloni bellissimi, di spiegare le ali della creatività per riuscire a provocare emozioni bellissime, ecco che non sono più in grado di fare nulla.
Comincerò con un grazie. Ho passato due giornate splendide in compagnia di un Amico davvero importante per me. L'antipasto l'abbiamo avuto nel pomeriggio di fronte ad un caffè in un locale finalmente libero da fumi di sigaretta. Dialoghi intensi e un po' scemi, come sono io, come siamo noi. Risate e tanta vicinanza, quasi si potesse toccare l'affetto che emanavamo.
Il giorno dopo di nuovo un altro pomeriggio ed una sera a teatro insieme, a coronamento di due giorni spettacolari ed estremamente semplici. Forse il segreto sta tutto lì. Insomma, un grazie è tutto quel che riesco a produrre. Con te accanto riesco a smettere di contare i passi che faccio, ma cammino senza pensarci su.
Adesso devo pensare agli esami, allo spettacolo, e a un mucchio di altre cose. Ma non potevo fare a meno di scrivere qualcosa d'inconcludente, come mio solito!

Hola!

parto della mente malata di jekke
13:34 / p-link / me myself and i, ca i vari / commenti (6)

giovedì, 13 gennaio 2005

Points of views - Le mie recensioni


Moon Dog's Party - Sceme da un matrimonio #2

The show!

Prima di cominciare, una premessa. Questa non vuole essere una review, questo vuole essere un ringraziamento per una serata magnifica, per uno spettacolo emozionante e coinvolgente, come solo gli spettacoli fatti con passione sanno essere. Sono state due ore di montagne russe, in cui Carmen ha profuso tutta sé stessa. Una via di mezzo fra la ricerca delle sue radici musicali ed un omaggio a chi l’ha fatta crescere musicalmente, in primo luogo l’incomparabile Janis. Carmen non cerca la competizione, ma torna a cantare le stesse canzoni che l’hanno vista esordire nei club catanesi, con rinnovata passione, con più maturità, ma sempre con quello strano fuoco negli occhi. E noi non possiamo altro che stare da questa parte delle transenne, osservare e in cuor nostro ringraziare.
Carmen entra in scena con fare da diva del soul: sexy sottoveste nera, boa di struzzo bianco, occhiali viola appartenuti a Janis Joplin, e stringe in mano un bicchiere di whisky. Il pubblico è già catturato, adesso non resta che tenerlo al guinzaglio. Si siede come una regina e, maneggiando un microfono old style, inizia il concerto con “Nobody Knows You When You're Down and Out”, un classico di Bessie Smith, mentre il fido Santi Pulvirenti imbraccia il banjo e Mario Monterosso simula l’effetto vinile con il microfono. Improvvisamente siamo calati in un’atmosfera in bianco e nero, la vista si fa seppiata come in una vecchia fotografia scolorita. Inutile dire che l’interpretazione di Carmen è magistrale. Il concerto continua con “Evil Gal Blues”, vecchio pezzo di Dinah Washington reinterpretato da grandi del calibro di Aretha Franklin, e proprio a quest’ultima sembra rifarsi Carmen nella sua personale interpretazione. È la Franklin che la fa da padrona in questa prima parte del live, che continua con “The Weight” dei Band e “Dr. Feelgood”, entrambi pezzi ripresi dalla regina del soul. Carmen ce la mette tutta, si butta anima, corpo e corde vocali nell’interpretazione di brani impegnativi, e il pubblico ripaga lei ed il gruppo con partecipazione e calore. La temperatura aumenta.
Un perentorio e continuo suono di batteria annuncia una virata di stile: siamo a “Move Over” di Janis Joplin. Adesso Carmen è una trottola, e anche il pubblico entra in fermento. Pure se molto lontana da Janis come tipo d’interpretazione e tonalità di voce, Carmen riesce a far suo questo pezzo in maniera splendida. “Oh Lord won’t you buy me a Mercedes Benz...” Carmen accenna al celeberrimo brano di Janis, ma non va oltre. Un assolo di chitarra di Santi sembra interromperla. Un suono distorto, disturbante, che penetra le ossa. Fa male. Come un amore non corrisposto, come un amore finito che si trascina come una catena. “Ball and Chain”. Per chi conosce le interpretazioni di Janis è come la prova del nove, a cui Carmen si sottopone con impegno. Qui emergono le più grandi differenze fra le due: Carmen è molto più “educata” musicalmente, la sua interpretazione, pur ottima, è più di testa che di cuore. Sa che ha davanti a sé ancora più di un’ora di live, non può distruggersi la voce, che già è di tonalità più bassa rispetto a quella della Joplin. Janis, complice forse l’alcool che tracannava prima di salire sul palco, non si faceva di questi problemi. Come potete ben capire, la canzone mi ha un po’ deluso. Diciamo che volevo vedere scorrere il sangue a fiumi, ed ho visto solo una piccola ferita; apprezzo comunque il fatto che ce l’abbia messa tutta.
Il concerto continua ancora all’insegna della musica al femminile: è la volta di due classici dei Jefferson Airplane, prima una strepitosa “Somebody To Love” (vi sfido a rimanere fermi...) e a seguire quello che, a detta di Carmen, è il manifesto del rock psichedelico: “White Rabbit”. Carmen si lancia di nuovo in una cover di Janis, la celeberrima “Piece Of My Heart”. Ne avevo ascoltato una sua versione solo voce e chitarra tempo fa, che mi aveva un po’ deluso: troppo malinconica. Sembrava quasi che Carmen non conoscesse quel sottile piacere masochistico che si ha nel farsi spezzare il cuore pezzo dopo pezzo, come dice Janis nella canzone, ma stavolta l’interpretazione è pressoché perfetta, ed oscura le incertezze di “Ball and Chain”: il debito con la Joplin è ampiamente ripagato.
Lo spettacolo continua all’insegna del rock: “Manic Depression” di Hendrix e “Mr. Big” dei Free ci accompagnano alla prima pausa, che serve anche al pubblico per ricaricare le pile e scambiarsi commenti. Mi giro intorno e vedo facce estatiche, catturati dalla magia di Carmen.
La seconda parte del live è tutta incentrata sul rock di fine anni 60, con cover di Rolling Stones e Free. Proprio di quest’ultimo gruppo Santi e Carmen parlano con toni nostalgici, ricordando i loro esordi nei club catanesi ormai più di dieci anni fa, inizio di un sodalizio artistico e personale che dura ancora oggi, e che continua a dare frutti magnifici. Il concerto si chiude con “Proud Mary”, classico dei Credence Clearwater Revival, e Carmen coinvolge ancora una volta il pubblico chiamandolo ad aiutarla nei cori, e cantando “rolling on the river” Carmen ci saluta, dopo averci regalato emozioni e tanta buona musica, ancora una volta. Un nuovo ricordo da aggiungere ai magnifici che Carmen mi ha lasciato, e che ho condiviso con una persona davvero speciale. Grazie Carmen, grazie Enrica, e alla prossima!

Hola!

parto della mente malata di jekke
13:23 / p-link / points of view le mie recensioni / commenti (3)

domenica, 09 gennaio 2005

Una strana lettera

Il meglio di un uomo?Entro in bagno e sopra il lavandino, sulla mensola dello specchio, trovo questo strano messaggio.

"Ciao Luca. Lo so che è strano, ma mi manchi. L'anno nuovo è cominciato da più di una settimana ormai, e tu non mi hai ancora degnato di una minima attenzione. Mi hai salutato frettolosamente il giorno prima di partire per Arezzo e poi ti sei dimenticato di me. Non merito di essere trattato così. So che ti crea fastidio il fatto che ti privo di qualcosa che ti fa sentire un po' più adulto, ma mi sono stancato di aspettare, al buio del cassetto. Pensaci.

Firmato: Il rasoio da barba.

PS: Fatti la barba, testa di cazzo!"



Io mi chiedo, adesso m'infamano pure le suppellettili da bagno... Si rischia l'anarchia domestica! Non c'è più rispetto! Dove andremo a finire, dove andremo a finire...

Hola!

parto della mente malata di jekke
15:10 / p-link / ca i vari / commenti (8)

venerdì, 07 gennaio 2005

 7 Gennaio

Finalmente!!!!

Hola!

parto della mente malata di jekke
20:06 / p-link / ca i vari / commenti (3)

giovedì, 06 gennaio 2005

Vent'anni

Non mi soffermerò a parlare del trionfo del gruppo stasera: siamo stati splendidi di fronte al nostro primo pubblico vero. E' stato ben altro a scuotermi stasera.
Valentina ha vent'anni.
Urgono spiegazioni. Valentina è una ragazza che ho conosciuto al laboratorio. Molto carina, solare, particolare: non passa inosservata. La prima volta che la vidi mi sembrò un gigante: così tranquilla, a suo agio in ogni situazione, con ogni tipo di persona. Mi sono sentito piccolo, inetto, di fronte a questa ragazza così naturale e spontanea. Lei non contava i passi che faceva, non pensava alla strada da percorrere: camminava e basta, nella direzione che le suggerivano gli elementi, senza fermarsi. E questo accade tutt'ora. Subito conclusi che doveva avere sui 25 anni, doveva per forza essere più grande di me. Stasera è saltata fuori questa novità.
Adesso mi chiedo dov'è che mi sono fermato, lungo quella strada che lei percorre così spedita. Lei e le persone che mi stanno attorno. Questo tipo di persone mi arricchiscono in maniera incredibile, ma allo stesso modo mi rendono molto più insicuro, mi fanno sentire deprezzato, come se ormai io fossi rimasto troppo indietro durante il cammino, come se ormai avessi perso quell'attimo prezioso che rende eterna la magia. Un circolo vizioso, un sottile masochismo che non porta nulla di buono.
Ma forse la situazione sta cambiando. Forse io sto cambiando. Ogni giorno di più mi accorgo che è inutile correre, si rischia di imboccare strade sbagliate o di cadere. Ogni giorno di più mi accorgo che ognuno ha il suo di cammino, differente da quello di ogni altro. Grazie a dio, verrebbe da dire.
In qualche modo devo acquistare coscienza di me, avere una visione più nitida di ciò che c'è in questa testa dura. Ciò che vedo adesso non mi piace: c'è grande confusione, non ci sono idee precise. Né carne né pesce, materia inerte che reagisce a seconda delle situazioni, che mostra o nasconde a seconda delle necessità: un treno in corsa, tanti binari, scambi frenetici. Si rischia di deragliare.
Forse accettare sé stessi è la cosa più difficile da fare, a questo mondo.
Ho fatto anche troppo tardi stanotte, sarà meglio che vada... Buonanotte gente.

Hola!








parto della mente malata di jekke
03:21 / p-link / me myself and i / commenti (5)

martedì, 04 gennaio 2005

Ma con che coraggio?!?

Ebbene sì, il mondo va a rotoli: sono finito su un calendario pure io. Date un'occhiata QUI, nel Calendario di Spiceflash, trovere anche parecchi altri blogger che sono nei link. Il mio mese è gennaio... ;)
Abbiate pietà con i commenti, se mai ce ne saranno! :D

Hola!


parto della mente malata di jekke
21:04 / p-link / cos va il mondo / commenti (6)

domenica, 02 gennaio 2005

Same ol' place

Tornato a casa. Dopo quasi quattro giorni di lontananza, varco di nuovo la soglia. Nausea.
Le speranze che avevo riposto in questa "fuga" si sono realizzate in parte: mi è servito a staccare, a non pensare, a stare insieme a degli amici importanti, ma ho sentito che qualcosa non andava. Rispetto al solito mi sono sentito più spento, anche in piccole cose come le faccende di casa. Ho preferito delegare ad altri, non mi sono impegnato come mio solito. In compenso ho trascinato quelle povere anime su e giù per le irte viuzze di Cortona. Egoismo? Forse.
Rientrare in casa è stato strano. Sarà che sono stanco, ma l'apatia mi ha assalito di nuovo. Mi sembra di essere come il mare in risacca, solo che il mio ritirarsi si sta prolungando più di quanto vorrei. Anche chi mi sta accanto se n'è accorto: mia mamma stasera si è esibita in uno dei suoi rari gesti d'affetto, un po' imbarazzati e un po' imploranti, mentre io ero disteso sul letto alle prese con un cruciverba. Si è seduta e quasi si è aggrappata alle mie gambe, in un gesto che mi ha causato un misto di disgusto e pietà. Non riesco più come una volta a lanciarle le braccia al collo, ora meno che mai. Eppure mi rendo conto che il suo aggrapparsi a me non è stato solo un gesto casuale: se la lascio sola crollerà. Non che io possa risolvere le tare ventennali di una famiglia, ma sento che lei si aggrappa a me come al principale collegamento al mondo esterno, come ad una speranza, ad possibilità che le è stata negata e che forse non le sarà più restituita.
Come al solito vorrei essere migliore di come sono. Inadeguatezza, noia. E gli esami fra 20 giorni. Allegria.
Domani teatro. Che sia l'unica cosa che ancora riesce a smuovermi?

Bah, adesso è tardi. Buonanotte.

Hola!







parto della mente malata di jekke
23:19 / p-link / me myself and i / commenti (1)


My name is Luca, I live on the second floor...

"I Costruttori"

Fernand Leger, 1950

e-mail: jekke83@infinito.it
msn: jekke83@infinito.it

oggi
gennaio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
luglio 2007
giugno 2007
marzo 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004

a life in music
ca i vari
cos va il mondo
me myself and i
points of view le mie recensioni

"Credo che tutto quanti noi siamo spettri. In noi non circola soltanto quel che abbiamo ereditato da padre e madre, ma anche tutte le vecchie morte opinioni possibili e le vecchie fedi defunte d'ogni specie, e così via. Ciò non vive più in noi, tuttavia l'abbiamo nel sangue e non possiamo liberarcene [...]. Ecco perché, tutti indistintamente, siamo così compassionevolmente paurosi della luce."

Henrik Ibsen, "Spettri"

Atarax7
Becks' Blog - A time for dancing
Daisyboo imperterrita...
Fluke
Il pimpo: Yota!
Imogene
Jeansy 4 Always!
Jezabel
Lost in Rome
Mari&Kikka!
Nesos
Nico, direttamente dall'Australia
Polishina
Rickworld
Sandra's Pal
Sifildea
Spice Boy!
Ste-fun-o... Semplicemente
Sumire
Un poeta, un amico
Vicky
~ In Carmen We Trust ~

H.P. Lovercraft, Opera completa
L. Lunari, "Breve Storia del Teatro"

Madonna "Confessions Tour Live in London"

Rihanna "Umbrella" (CDS

Emma "Life in Mono"

Janis Joplin "Pearl"

Aerosmith "Young Lust"

Gennaro Cosmo Parlato, "Cosa c'è di strano?"

Milva, "Milva Canta Brecht"


Tacchi a spillo di Pedro Almodovar

Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti

Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman

Quarto Potere di Orson Welles

I Simpson - Il Film di David Silverman

Shortbus di John Cameron Mitchell

Disturbia di D. J. Caruso

Vacanze Romane di William Wyler

Gilda di Charles Vidor

Volver di Pedro Almodovar

Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodovar


A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo, testo e regia di Rodrigo Garcìa

Echi della Colnna Infame, regia e adattamento di Chiara Giordanengo e Michele Viale

Ferragosto. Giornata di Teatr'Anti, testo e studio scenico di David Spagnesi

Hey Girl! Regia di Romeo Castellucci

Finale di Partita di Samuel Beckett,Regia di Franco Branciaroli

La piuma che graffia il cuore della vita, di e con Patricia Astrada


visitato *loading* volte