venerdì, 18 febbraio 2005

Every part of me

Mi guardo di sfuggita allo specchio del bagno... E mi spavento.
Ho delle borse sotto gli occhi più grandi di quelle che mia mamma riporta dalla COOP il venerdì per la spesa grossa, una capligliatura fra l'increspato e l'increscioso, un abbigliamento degno di un attaccapanni schizofrenico, e fra poco ho paura che mi arriverà un'altra letterina... In un altro periodo si sarebbero affacciati pensieri suicidi. Adesso si affaccia un sorriso. Mi trovo a ridere di me, come se fossi qualcun'altro ("Ma guarda come va conciato in giro quello!").
E' un periodo intenso, stressante, ma tutto sommato di un tranquillo galleggiamento su un mare abbastanza piatto...
Sarà perché tutti questi impegni mi impediscono di fermarmi troppo a pensare, sarà perché quando il Raggio Di Luce entra nella mia vita (e nel mio stereo) io mi sento subito meglio, sarà perché mi sento parte di amicizie vere, sarà perché... Dopotutto: chi se ne frega.

Sono SERENO, questo conta.


...E comunque anche Madonna ha sbagliato look, in quest'ultima campagna Versace...

Hola!

parto della mente malata di jekke
17:53 / p-link / me myself and i / commenti (11)

lunedì, 14 febbraio 2005

Gone, gone, gone...

Needing, needing

Osservo la foto che ho messo in cornice: lo splendido sole di quel paese in collina, tutti noi uniti in un abbraccio fraterno. Inutile lottarci contro, ormai i ricordi vanno lasciati fluire.

All at once comes the silence

Ricordi la discesa dalla terrazza? Dimmi, ricordi il modo in cui ti accarezzai i capelli? Tu sul marciapiede della piazza, in attesa del bus che ci avrebbe riportato in centro. Ricordi? La mia mano tremava, la testa mi girava, e tu ti voltasti. Ricordi il modo in cui mi sedetti accanto a te? Cosa cercavo, tra le pieghe di uno sguardo celato dietro un paio di occhiali scuri?
La discesa in bus. Ricordi? Seduto dietro di te, non avevo il coraggio di guardarti per più di trenta secondi. Poi ti addormentasti.

Begging, pleading

Ricordi? No, non puoi. A quel punto non resistetti: ti osservavo in adorazione, volevo custodire quella tua serenità, proteggerla, senza rendermi conto che ce la facevi benissimo senza di me. Non so quanto durò: qualche secondo, un'eternità. Ricordi? No, non puoi. Ormai siamo arrivati, devo rompere la magia. Ancora la mia mano tremante, la mia voce quasi alle lacrime.
- Siamo arrivati... -
- Mh. Grazie -
- No, grazie a te -

No more emotional violence


La sera in quel locale. Ballammo tutti come ossessi, infischiandocene della situazione kafkiana, come direbbe qualcuno. Poi io e te soli. Ricordi? Senza sfiorarci, senza aver il coraggio di farlo. Erano le nostre anime a toccarsi, erano i nostri spiriti a lottare. Quell'infinitesimale distanza che ci divideva, che inconsciamente ci impediva di vivere fino in fondo quei momenti. Ricordi? Forse no. Una guerra contro me stesso, un'epica battaglia. Infine il ritorno.

The withdrawal into pain

In quell'eppartamento soleggiato, il peggior risveglio che abbia mai avuto. Lacrime che dopo un'infinità di tempo di nuovo fluiscono, come aghi che graffiano il viso e l'anima. Non puoi sapere, non puoi ricordare. L'ultimo incontro, la tua partenza. Ricordi? Evitai accuratamente il tuo sguardo, la tua vicinanza. Ma in un momento tu me la imponesti, proprio all'ultimo. A quel punto anch'io lasciai cadere l'ultima ipocrisia: c'avevo pensato già molto prima, al regalo. Ricordi? Una dolce amarezza mi travolse.
Infinita la discesa. Pianto, disperazione, affrettati cambi di maschera, nella paura di far trasparire qualcosa. Non puoi sapere, non puoi ricordare.

The result to never need again

Sembra una vita fa. Non brucia come allora. Si impara a convivere con quel che abbiamo scritto sulla pelle. Mi giro e mi rivedo, e non posso fare a meno di compatirmi un po'. La mente ora non è più sommersa dai se e dai ma, solo alcune immagini ogni tanto mi fanno visita, ma ormai sono cristallizzate, purificate dalla sacralità tipica del ricordo. Sfilano come una processione silenziosa. Non bucano più come aghi, solo pesano un po' a volte, ma sempre meno. La dolce amarezza ormai è diventata solo un retrogusto vagamente percettibile.

Gone, gone gone

Ho ricominciato a camminare da tempo ormai, c'è solo da riempire quel vuoto che ancora rimane. C'è tempo.

I learn to say goodbye

Buon S. Valentino gente.

Hola!

parto della mente malata di jekke
14:16 / p-link / me myself and i, a life in music / commenti (11)

giovedì, 10 febbraio 2005

...E quindi uscimmo a riveder le stelle

Mi rendo conto che citare Babbo Dante è un po' troppo, ma forse riappropiarsi del PC è stato il fatto che ha segnato l'uscita da un periodo che sembrava la versione tragicomica dell'Inferno dantesco, tra Furie, Caronti, Malebolge e tormenti vari. Adesso tocca pure scalare la montagna del Purgatorio... E Virgilio? Beh, pensate davvero che uno che l'unica cosa che ha in comune con Dante è la toscanità possa avere pure una Beatrice che gli invia una guida divina? NAAAAAAAAAAAA!!!!!

Hola!


parto della mente malata di jekke
00:49 / p-link / ca i vari / commenti (6)

martedì, 01 febbraio 2005

 Si sente l'eco!

In questo periodo mi sento...


Vuoto                     Vuoto             VUOTO
                   

Vuoto
          
                             Vuoto

              
VUOTO       Vuoto                                     Vuoto      VUOTO
                   

VUOTO

VUOTO


NO! UN ATTIMO!

Aspetta, cos'è quella cosa che vedo là in fondo? Allora qualcosa c'è!! Mettiamo bene a fuoco, così... ECCO!
Ah, è solo la mia costante, immancabile coglionaggine... 

No sign of life?

Hola!

parto della mente malata di jekke
13:13 / p-link / ca i vari / commenti (7)


My name is Luca, I live on the second floor...

"I Costruttori"

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"Credo che tutto quanti noi siamo spettri. In noi non circola soltanto quel che abbiamo ereditato da padre e madre, ma anche tutte le vecchie morte opinioni possibili e le vecchie fedi defunte d'ogni specie, e così via. Ciò non vive più in noi, tuttavia l'abbiamo nel sangue e non possiamo liberarcene [...]. Ecco perché, tutti indistintamente, siamo così compassionevolmente paurosi della luce."

Henrik Ibsen, "Spettri"

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A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo, testo e regia di Rodrigo Garcìa

Echi della Colnna Infame, regia e adattamento di Chiara Giordanengo e Michele Viale

Ferragosto. Giornata di Teatr'Anti, testo e studio scenico di David Spagnesi

Hey Girl! Regia di Romeo Castellucci

Finale di Partita di Samuel Beckett,Regia di Franco Branciaroli

La piuma che graffia il cuore della vita, di e con Patricia Astrada


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