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giovedì, 23 giugno 2005
Points of views - Le mie recensioni
Marina Rei Live

Ieri sera ho assistito al concerto gratuito di Marina Rei proprio qui, in questo paese dimenticato da dio.
E sono tornato con un enorme interrogativo: qual'è la strana ragione che rende questa cantautrice così poco artisticamente attraente, pur avendo nel suo repertorio delle canzoni davvero magistrali?
Marina non comincia facendosi ben volere: un ora e più di ritardo, quando ormai la gente stava per andarsene. La prima parte del concerto è, senza appello, moscia. Sembra che sia lì per riempire soltanto il palco (che pure io ho calcato... Chissà se era emozionata al pensiero! :D ), senza metterci la passione necessaria, e nemmeno "Fammi Entrare" riesce a sollevare il ritmo del concerto. Si susseguono canzoni sconosciute ai più, ma che lei non rende assolutamente attraenti, pur avendo, on alcuni casi, dei testi davvero notevoli.
Poi un moto dello spirito. Propone il duetto con i 24 Grana, scritto in napoletano, e la situazione sembra rianimarsi anche dal punto di vista rock, poi la canzone dedicata al padre, presente sull'ultimo CD. Forse ci siamo. Con "I miei complimenti" si tocca l'apice: una magia, un incanto. Ed io che mi chiedo perché. Si arriva ad una cover di cui non ricordo il nome, ma che avevo ben presente: dignitosa, ci può stare.
Il tocco da maestro è nel set acustico: personalmente preferisco questo genere di performance, le ritengo più intime. "Il giorno della mia festa" assume un altro taglio, e il medley con "Primavera", di cui esegue solo il ritornello ed il finale, fa cantare tutto il pubblico, provocando un suo leggero disappunto.
Conclude il concerto "Al di là di questi anni", e anche qui la poesia ha modo di sfogarsi, seguita poi da una sua incredibile performance alle percussioni. Ma a quanto pare il pubblico (Almeno una parte, va... -_-) non ne ha abbastanza, e gli encore sono semplicemente strabilianti: tra tutte "Un inverno da baciare", interpretata con una forza incredibile, che dura per tutta la canzone, riuscendo a coinvolgere chiunque fosse presente. Conclude di nuovo "Fammi Entrare", riproposta senza effetti e senza batteria: un'altra canzone, una differenza abissale dall'interpretazione precedente. In meglio.
Rimane il dubbio: quest'artista ha canzoni che farebbero invidia a chiunque, allo stesso modo non riesce comunque a sfondare, né a suscitare il vero intersse del pubblico. Ai suoi esordi stupì per la sua passione per le percussioni, per i sound particolari, un po' etnici, e con testi freschi e un po' ingenui ma allo stesso tempo poetici. Adesso sembra voler assumere i toni della cantautrice rock intimista, panni che secondo me non le si addicono: abbiamo già la Turci, e su tutte abbiamo Carmen. Peccato, un vero peccato.
Hola!
parto della mente malata di jekke
15:46 / p-link / points of view le mie recensioni / commenti (1)
mercoledì, 22 giugno 2005
Auguri

Ieri avevo sotto gli occhi il racconto della fine del viaggio del mio Babbo (chi mi conosce sa... ).
Lungi dal paragonarmi a sì grande ed emerita figura, nel mio piccolo penso che tutti noi stiamo compiendo un viaggio. Metafora spicciola, certo abusata. Ma meno banale di quanto sembri. Cosa ci guida per queste strade buie e tortuose? Per quanto tenga gli abbaglianti accesi, non serve a nulla: fanno muro contro la nebbia. E a volte si cozza contro muri grandi, molto più grandi di noi.
Non amo molto il mio compleanno: per quanto mi piaccia la data, 21 giugno, solstizio d'estate, giorno più lungo dell'anno e via dicendo, avverto nella sua pienezza un senso di caducità: l'apoteosi porta con sé i germi della decandenza, e dal 22 il sole già comincia ad essere più avaro di sé stesso. Ho finito per focalizzare la mia attenzione su altre date, altri avvenimenti dal mio punto di vista molto più importanti.
Ma il compleanno ti costringe alla riflessione. E a fare bilanci.
Voglio ringraziare chi non mi ha capito. Chi mi è rimasto accanto nonostante tutto. Chi ha cercato in ogni modo di capire. Ringrazio chi se n'è sbattuto altamente. Ringrazio chi mi ha donato affetto, gratuito ed interessato. Ringrazio chi mi ha vomitato addosso risentimento ed astio. Ringrazio chi si è esaltato, e chi è rimasto deluso. Ringrazio il mio PC, e l'ADSL. E lo maledico. Ringrazio l'Arte, e maledico pure lei. Come i miei sogni. Ringrazio la malattia, ringrazio la distanza, di qualsiasi natura essa sia. Ringrazio la piscina, il palco, l'università. Ringrazio il chiasso di un pub ed il silenzio di una notte a studiare. Ringrazio il mio stereo, ed il mio cane.
Forse potrei continuare all'infinito, ma penso che possa bastare. Posso benissimo rivestirmi, dietro la tenda arancione, e smettere di fare la Alanis Morrissette della situazione. Domattina sarà uguale a tante altre mattine. Io sarò uguale. Fino ad una nuova rivoluzione contro mulini a vento. Questi anni sono andati, ne arriveranno altri. Di nuovo, da capo.
Ti sembrerò nostalgico...
Hola!
parto della mente malata di jekke
00:05 / p-link / me myself and i / commenti (1)
lunedì, 20 giugno 2005
What's goin' on?
Tempi strani, tempi duri, tempi belli. Tempo. Sempre quella mancanza, quando ti giri vedi sempre qualcosa da fare, cadi, ti rialzi, ti affanni.
Ogni estate a quanto pare porta cambiamento: ce ne sono stati tanti in durante questi primi caldi, con le prime piogge estive, con il freddo che ritorna prepotentemente. Sud e Nord, ritorni, partenze, incontri. Esami. Periodo convulso, di morti e nascite, di musei e di spiagge. Di palchi. E sempre il tempo che manca. Ne rubi un po' da una parte sperando ne possa valere la pena investirlo altrove, senza poi dovertene pentire. E il solstizio d'estate s'avvicina, il 21 che è 22. E che non è Roma, ma esame. Confusione, tanta confusione. Facce, sorrisi, lacrime. Non ci facciamo mancare nulla. Nella maledetta speranza, come al solito, di non aver perso qualcosa per strada.
Hola!
parto della mente malata di jekke
14:25 / p-link / me myself and i / commenti
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My name is Luca, I live on the second floor...
"I Costruttori"
Fernand Leger, 1950
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msn: jekke83@infinito.it
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a life in music ca i vari cos va il mondo me myself and i points of view le mie recensioni
"Credo che tutto quanti noi siamo spettri. In noi non circola soltanto quel che abbiamo ereditato da padre e madre, ma anche tutte le vecchie morte opinioni possibili e le vecchie fedi defunte d'ogni specie, e così via. Ciò non vive più in noi, tuttavia l'abbiamo nel sangue e non possiamo liberarcene [...]. Ecco perché, tutti indistintamente, siamo così compassionevolmente paurosi della luce."
Henrik Ibsen, "Spettri"
Atarax7 Becks' Blog - A time for dancing Daisyboo imperterrita... Fluke Il pimpo: Yota! Imogene Jeansy 4 Always! Jezabel Lost in Rome Mari&Kikka! Nesos Nico, direttamente dall'Australia Polishina Rickworld Sandra's Pal Sifildea Spice Boy! Ste-fun-o... Semplicemente Sumire Un poeta, un amico Vicky ~ In Carmen We Trust ~
H.P. Lovercraft, Opera completa
L. Lunari, "Breve Storia del Teatro"
Madonna "Confessions Tour Live in London"
Rihanna "Umbrella" (CDS
Emma "Life in Mono"
Janis Joplin "Pearl"
Aerosmith "Young Lust"
Gennaro Cosmo Parlato, "Cosa c'è di strano?"
Milva, "Milva Canta Brecht"
Tacchi a spillo di Pedro Almodovar
Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti
Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman
Quarto Potere di Orson Welles
I Simpson - Il Film di David Silverman
Shortbus di John Cameron Mitchell
Disturbia di D. J. Caruso
Vacanze Romane di William Wyler
Gilda di Charles Vidor
Volver di Pedro Almodovar
Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodovar
A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo, testo e regia di Rodrigo Garcìa
Echi della Colnna Infame, regia e adattamento di Chiara Giordanengo e Michele Viale
Ferragosto. Giornata di Teatr'Anti, testo e studio scenico di David Spagnesi
Hey Girl! Regia di Romeo Castellucci
Finale di Partita di Samuel Beckett,Regia di Franco Branciaroli
La piuma che graffia il cuore della vita, di e con Patricia Astrada
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