domenica, 01 luglio 2007

Fottutissimo karma?

Per una cosa che va bene, una deve andare male. O, in termini più o meno popolari, tutto quel che va su, prima o poi deve tornare giù. il problema è che nel mio caso, la proporzione sembra essere 1 a 10. Perché se col lavoro estivo sembra fatta, non merito di ricevere telefonate come quelle di stamattina. La cosa non riguarda me personalmente, e forse viverla così sulla mia pelle è un fatto decisamente egoistico, ma non lo meritavo. Lui non lo meritava. Una persona non può mancare così. Improvvisamente. Senza senso. E vaffanculo a chi dice che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Un cazzo. Questa merda di mondo, di società, di sistema, ha bisogno di persone come lui, ha bisogno delle boccate d'ossigeno che lui riusciva a dare. Del coraggio di chi ama il proprio lavoro, di chi non soccombe alla vita, per quanto stronza possa essere.
Ho cercato una sua foto, l'ho trovato sorridente. Così come mi era sempre apparso. Così come me l'ero immaginato, quando per telefono mi disse dell'ultimo regalo che gli aveva fatto la sua malattia. Fra due settimane sarebbe ricorso un anno. Bell'anniversario del cazzo.

Non è giusto. E non mi stancherò mai di ripeterlo.

parto della mente malata di jekke
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Henrik Ibsen, "Spettri"

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