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mercoledì, 02 gennaio 2008
M.
Che poi in fondo stare a parlare fino alle 5 del mattino era un pretesto per non lasciarti andare. Mi manchi molto, anche se fai male.
E mi rode il fatto che stavolta quello che annaspa in cerca di un appiglio sono io, non tu.
Hola!
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martedì, 06 novembre 2007
Rivelazioni/Apocalissi
Quando tua madre ti dice che il suo nome deriva dalla protagonista di un fotoromanzo di Grand Hotel ti spieghi perché ti senti spesso come il protagonista sfigato di un romanzetto Harmony...
Quanto a Torino, sono in crisi nera. Questione di karma, come al solito. Diciamo così.
Hola!
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15:46 / p-link / me myself and i, cos va il mondo / commenti (1)
giovedì, 18 ottobre 2007
In rotta di collisione
La traiettoria pare segnata e inevitabile... A quando lo scontro?
Massimi sistemi a parte, mi sono accattato il biglietto per il concerto e ho prenotato il volo: Madrid, arrivo!
Hola!
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18:08 / p-link / me myself and i, ca i vari / commenti (2)
venerdì, 20 luglio 2007
19/07/07, ore 00:30
Chiuso per ferie
Il 19 è arrivato, e dato che il 20 è giorno di paga stasera è tempo di bilanci.
Un anno accademico a Torino. Cos’è rimasto?
Ho un libretto con sei esami, 5 dei quali registrano 30.
Sì, ma tu?
Ho un monolocale piccolo, ma grazioso, ed ho scoperto di poter vivere anche da solo. Ma questo lo sapevo già.
Tutto qua?
Dopo un primo periodo abbastanza difficile, ho trovato la forza (non da solo, per la verità) di girare pagina… Cosa non da me.
Non basta, su
La città sembra un po’ fredda, però.
Forse ci siamo…
Sono comunque riuscito a trovare un paio di persone davvero valide, che spero continueranno sempre a far parte della mia vita. Sì, è un po’ patetico…
Chi vuoi fregare?
In realtà, forse, sto ancora prendendo le misure di questa nuova vita.
Balle
Me l’aspettavo differente, in realtà. Ma forse non bastano i chilometri ad estirpare ossessioni, difetti, paure.
Tombola
Mi accorgo che il problema è sempre quello, ed è sempre uno. Io.
E quindi?
Tuttavia non posso considerare tutti questi mesi come buttati via.
E cos’è rimasto, allora?
Un volta in più, la conferma di un problema. Una nuova visione, una differente angolazione da cui studiarlo. Forse idee da dove ripartire. Sempre in fuga da ciò a cui non posso sfuggire. È che, forse, non posso accettare di fare dei miei punti deboli dei punti di forza. Non voglio fondarmi su basi mediocri, ma sto cominciando a rendermi conto di non poter fare altrimenti. Anni sono passati ormai, quel che è fatto è fatto, e le esperienze, gli errori, vanno preso per quelli che sono. Ma il pressappochismo è qualcosa che ho sempre cercato di fuggire, prima di tutto in me, e non posso accettarlo così.
Ed in attesa di una vita che mi stia, faccio i vermi. Ed il tempo passa. E le occasioni si perdono. Per quanto continui a ripetermi che quel tram non passerà mai, che il cammino è mio, e devo farmelo da me, continuo ad aspettare, nell’ingenua speranza che quello di cui ho bisogno calerà dal cielo, come un dono divino o un apparato secentesco, avvolto da nubi dorate.
È molto più facile così. La colpa è sempre degli altri, che non colgono la perla che sei, i tesori che porti, che nemmeno uno dei re magi. Ma le feste sono lontane, e il tesoro è polvere. E allora via di fiocchetti e lustrini, per mascherare il niente. Perché l’ansia di deludere, di essere giudicato per ciò che valgo, la paura di non rispondere agli standard altrui, le faremo sapere, grazie. Questo, ha sempre la meglio. E la sincerità? Non è detto che non ci sia. Dopotutto, basta tralasciare, sviare, depistare. E si può evitare di mentire. Cosa che tra l’altro mi riesce malissimo.
E dopotutto, di preciso quel che valgo io non lo so. Sempre meno di quanto vorrei, sempre meno di coloro che ammiro. E via, parte la gara malsana contro me stesso e le mie lacune, cavalcando l’ansia di non essere da meno. Perché non è l’invidia, ci ho riflettuto molto, mi ci hanno costretto. L’ammirazione vera, sincera, almeno quella, verso le persone che apprezzo, non lascia spazio ad altro. È me che devo biasimare per la mia mediocrità, non coloro che hanno raggiunto traguardi che tu manco sogni. E via con le fisime sul latte versato.
In sostanza, niente è andato perso, ma il bottino è certamente magro. Ed è terribile, tra l’altro, il monetizzare tutto in questo modo, anche solo per metafora. Ma cosa ti aspettavi, infine?
Per stasera può bastare, grazie. Adesso smetti di pensare, chiudi quella sfottuta valigia e trova un contatto con qualcosa di più solido, e certo. Come il mare.
Mi manca tanto, il mare.
E vivi, perdio.
I ran and I ran, I’m still running away…
Hola!
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02:12 / p-link / me myself and i, a life in music / commenti (6)
giovedì, 12 luglio 2007
Come stai?
Per inciso, io non dimentico.
Solo per me...
Hola!
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01:04 / p-link / me myself and i, a life in music / commenti (4)
domenica, 01 luglio 2007
Fottutissimo karma?
Per una cosa che va bene, una deve andare male. O, in termini più o meno popolari, tutto quel che va su, prima o poi deve tornare giù. il problema è che nel mio caso, la proporzione sembra essere 1 a 10. Perché se col lavoro estivo sembra fatta, non merito di ricevere telefonate come quelle di stamattina. La cosa non riguarda me personalmente, e forse viverla così sulla mia pelle è un fatto decisamente egoistico, ma non lo meritavo. Lui non lo meritava. Una persona non può mancare così. Improvvisamente. Senza senso. E vaffanculo a chi dice che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Un cazzo. Questa merda di mondo, di società, di sistema, ha bisogno di persone come lui, ha bisogno delle boccate d'ossigeno che lui riusciva a dare. Del coraggio di chi ama il proprio lavoro, di chi non soccombe alla vita, per quanto stronza possa essere.
Ho cercato una sua foto, l'ho trovato sorridente. Così come mi era sempre apparso. Così come me l'ero immaginato, quando per telefono mi disse dell'ultimo regalo che gli aveva fatto la sua malattia. Fra due settimane sarebbe ricorso un anno. Bell'anniversario del cazzo.
Non è giusto. E non mi stancherò mai di ripeterlo.
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15:13 / p-link / me myself and i / commenti
giovedì, 21 giugno 2007
2 decine, 4 unità
Primo compleanno a Torino. Bella merda... O forse no. Vedremo.
Auguri pirla.
Hola!
parto della mente malata di jekke
17:26 / p-link / me myself and i / commenti (2)
mercoledì, 20 giugno 2007
Il delirio
GIOVANOTTINO DALLE
TRE CAMICIE
MI VIENI INCONTRO
PER RIFA’ LA PACE
MI VIENI INCONTRO
PER RIFA’ LA PACE
MA IL CUORE MIO COL TUO
NON SE LA DICE
(rit. da ripetere dopo ogni strofa)
VA’ VIA ,BRIACO
PAPAVERO SEI TU
QUANDO CAMMINI CIONDOLI
QUANDO CAMMINI CIONDOLI
VA’ VIA ,BRIACO
PAPAVERO SEI TU
QUANDO CAMMINI CIONDOLI
E IO NON TE VO’ PIU’
QUANDO T’AMAVO IO
T’AMAVA IL SOLE
T’AMAVAN LE GIUNCHIGLIE
E LE VIOLE
T’AMAVAN LE GIUNCHIGLIE
E LE VIOLE
OR CHE NON T’AMO PIU’
NESSUN TI VOLE….
HO SEMINATO UN CAMPO
D’ACCIDENTI
SE LA STAGIONE ME
LA TIRA AVANTI
SE LA STAGIONE ME
LA TIRA AVANTI
CE N’E’ PER TE E PER TUTTI
I TU’ PARENTI…
C'ERA UNA VOLTA C'ERA
UNA VOLTA UNO
STAVA A SEDERE E SI
LEVAVA UN PRUNO
DAL GUSTO ESAGERATO
CHE C'AVEVA
SE LO LEVAVA E SE
LO RIMETTEVA....
E GUARDA DI NON FARE
COME IL PISELLO
CHE SULLA FOGLIA
SE NE STA A INGIALLIRE
TE LO SEI MESSO IN TESTA
D’ESSER BELLO
TE LO CREDEVI
DI FARMI MORIRE
C’AVEVO UN UCCELLINO
SENZA LE PENNE
C’AVEVA IL VIZIO
DI BACIAR LE DONNE
C’AVEVA IL VIZIO
DI BACIAR LE DONNE
LA PRIMA CHE BACIO
LA LI SI SVENNE…
PIERINO IL CACCIATORE
SI SPOSO’
E AVEVA UNA MOGLIE
E DU’ FIGLIOLI
E AVEVA UNA MOGLIE
E DU’ FIGLIOLI
QUANDO ANDO’ A CACCIA
LI FECE FORI
E QUANDO TU VENIIVI
A CASA MIA
LA MEGLIO SEGGIOLINA
ERA LA TUA
LA MEGLIO SEGGIOLINA
ERA LA TUA
OR CHE NON VIENI PIU’
L’HO DATA VIA
HO SEMINATO UN CAMPO
DI CARCIOFI
GIOVANOTTINO
MI SON BELL’E NATI
GIOVANOTTINO
MI SON BELL’E NATI
CARCIOFI COME TE
NON N’E’ VENUTI
SE TU VUO’FA CON ME
AGLI STORNELLI
SVEGLIATI LA MATTINA
QUAND’E I GALLI
SVEGLIATI LA MATTINA
QUAND’E GALLI
E POI SI VEDE CHI
LI FA PIU’ BELLI…
MA IO DI STORNELLI
E NE SO MILLE
ME L’HA INSEGNATI
LA MI’ ZI’ RACCHELLE
ME L’HA INSEGNATI
LA MI’ ZI’ RACCHELLE
QUELLA CHE FA LA CRESTA
ALLE FARFALLE….
NEL MEZZO DEL CAMMIN
DI NOSTRA VITA
MI RITROVAI
PER UNA SELVA OSCURA
MI RITROVAI
PER UNA SELVA OSCURA
CHE LA DIRITTA VIA
ERA SMARRITA…..
( Di strofe ce ne sono tante e tante altre…. a fantasia dei luoghi e della gente…)
Grazie.
Hola!
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sabato, 18 novembre 2006
Luminarie/Under The Bridge

Sto in una città bellissima,
Talmente bella che mi sento più bello anch'io.
At least I have her love
The city she loves me
Lonely as I am
Together we cry...
Hola!
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15:58 / p-link / me myself and i, a life in music / commenti (3)
mercoledì, 20 settembre 2006
Alla Mole
Lei è sola, come me. Non sembra italiana: ha splendidi occhi azzurri e una faccia dura, quadrata, sembra scavata dalla vita e dai capelli, corti e lisci, che sbadatamente incorniciano quei tratti senza esaltarli, o nasconderli. I suoi abiti semplici ma eleganti, da viaggio, le conferiscono un'aria mascolina, ma con uno strano guizzo di femminilità nei gesti, pecisi, pacati. Siede al tavolo di fronte al mio, e osserva tutto con aria tranquilla, silenziosa. Non sembra serena, tuttavia i suoi sguardi non sono torvi, piuttosto severi, attenti.
Deve aver chiesto il caffè, dopo il dolce, e nell'attesa sfoglia il giornale, italiano. A quanto pare mi sono sbagliato: non è straniera. Ha una fede all'anulare.
Dopo il suo caffè sosta un po' sul giornale, dopodiché paga, si alza e se ne va.
Torno alla mia pizza, ma non riesco a smettere di pensare a quella donna. Dopo il mio caffé pago, mi alzo e me ne vado.
Hola!
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22:04 / p-link / me myself and i / commenti (2)
mercoledì, 13 settembre 2006
Ora
Ora che il sole tramonta prima, ora che la sera si esce volentieri con una maglia in più, ora che la notte si dorme meglio con una coperta più pesante, ora che l'abbronzatura se ne va miseramente nello scarico della doccia...
Ora, forse, si ricomincia a vivere.
C'è una nota malinconica nell'aria a settembre, uno stato di sospensione che riporta alla luce pensieri sopiti e bisogni chiusi da tempo nel cassetto della memoria. La nullafacenza e la noia portano spesso alla riflessione. Non voglio riflettere, voglio agire. Basta con le illusioni. E' tempo di trovare il modo di adagiarsi sulle certezze raggiunte, per quanto scomode, come su sedili di un vecchio cinema di provincia.
Ed è buffo come siano sempre le solite canzoni a girare, come Carmen, Janis e...
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà...
Hola!
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martedì, 08 agosto 2006
Di ritorno
Carico di valigie, scendo gli scalini di una ormai ben nota stazione.
Sarà sempre così? Questo mi chiedo fissando il serpente al neon che si riflette sul granito del sottopassaggio. Sempre in viaggio, sempre in bilico su rapporti abbozzati, amori abortiti, sempre con la paura di non esserci. Maledetto senso di precarietà: il sentore di costruire sulla sabbia, e di non poterlo evitare. I binari corrono di fronte a me. Mi riportano a casa, ma sono davvero certo di sapere dove conducono?
Ripenso a quel che ho sentito ieri sera, quell'Artista che parlava di amanti del futuro, collegati al cielo e dalle alte ambizioni, che brillano in eterno in un mondo libero con l'amore nascosto negli occhi.

Mi piacerebbe provare, mi piacerebbe riuscirci.
Hola!
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sabato, 15 luglio 2006
Cum laude
In fondo laurearsi è come compiere 18 anni: coglione eri e coglione rimani... Solo che ora sei riconosciuto a livello istituzionale!
Hola!
parto della mente malata di jekke
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mercoledì, 12 luglio 2006
Remember, I love the Cabaret...

What good is sitting alone in your room? Come hear the music play. Life is a Cabaret, old chum, Come to the Cabaret.
Put down the knitting, The book and the broom. It's time for a holiday. Life is a Cabaret, old chum Come to the Cabaret.
Come taste the wine, Come hear the band. Come blow a horn, Start celebrating; Right this way, Your table's waiting.
What good's permitting Some prophet of doom To wipe every smile away. Life is a Cabaret, old chum, So Come to the Cabaret!
I used to have a girlfriend Known as Elsie, With whom I shared A four sordid rooms in Chelsea She wasn't what you'd call a blushing flower... As a matter of fact she rented by the hour.
The day she died the neighbors Came to snicker: "Well, that's what comes from too much pills and liquor." But when I saw her laid out like a Queen, She was the happiest... corpse... I'd ever seen.
I think of Elsie to this very day. I remember how she'd turn to me and say: "What good is sitting all alone in you room? Come hear the music play. Life is a Cabaret, old chum, Come to the Cabaret.
And as for me, And as for me, I made my mind up, back in Chelsea, When I go, I'm going like Elsie.
Start by admitting, From cradle to tomb It isn't that a long a stay. Life is a Cabaret, old chum, It's only a Cabaret, old chum And I love a Cabaret.
Hola!
parto della mente malata di jekke
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venerdì, 07 luglio 2006
Che cosa c'è?
Che c'è, Luca?
La tesi è consegnata, ormai è tutto fatto.
Che c'è , Luca?
Tuo fratello non sembra stare poi così male, su.
Che c'è, Luca?
Al mare quelle due se la passano bene.
Che c'è, Luca?
Hai una sacco di amici intorno, sei sempre impegnato.
Che c'è, Luca?
Ma insomma, che ti manca, in fondo?
Che c'è, Luca?
Questo pensiero d'improvviso mi scuote e annienta ogni pudore ed ogni difesa Avevo soffocato quella stupida attitudine ai voli pindarici ed alle struggenti eroiche attese e sopravviverò a questa mancanza di ossigeno malgrado le insidiose correnti arriverò...
Hola!
parto della mente malata di jekke
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My name is Luca, I live on the second floor...
"I Costruttori"
Fernand Leger, 1950
e-mail: jekke83@infinito.it
msn: jekke83@infinito.it
oggi
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a life in music ca i vari cos va il mondo me myself and i points of view le mie recensioni
"Credo che tutto quanti noi siamo spettri. In noi non circola soltanto quel che abbiamo ereditato da padre e madre, ma anche tutte le vecchie morte opinioni possibili e le vecchie fedi defunte d'ogni specie, e così via. Ciò non vive più in noi, tuttavia l'abbiamo nel sangue e non possiamo liberarcene [...]. Ecco perché, tutti indistintamente, siamo così compassionevolmente paurosi della luce."
Henrik Ibsen, "Spettri"
Atarax7 Becks' Blog - A time for dancing Daisyboo imperterrita... Fluke Il pimpo: Yota! Imogene Jeansy 4 Always! Jezabel Lost in Rome Mari&Kikka! Nesos Nico, direttamente dall'Australia Polishina Rickworld Sandra's Pal Sifildea Spice Boy! Ste-fun-o... Semplicemente Sumire Un poeta, un amico Vicky ~ In Carmen We Trust ~
H.P. Lovercraft, Opera completa
L. Lunari, "Breve Storia del Teatro"
Madonna "Confessions Tour Live in London"
Rihanna "Umbrella" (CDS
Emma "Life in Mono"
Janis Joplin "Pearl"
Aerosmith "Young Lust"
Gennaro Cosmo Parlato, "Cosa c'è di strano?"
Milva, "Milva Canta Brecht"
Tacchi a spillo di Pedro Almodovar
Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti
Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman
Quarto Potere di Orson Welles
I Simpson - Il Film di David Silverman
Shortbus di John Cameron Mitchell
Disturbia di D. J. Caruso
Vacanze Romane di William Wyler
Gilda di Charles Vidor
Volver di Pedro Almodovar
Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodovar
A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo, testo e regia di Rodrigo Garcìa
Echi della Colnna Infame, regia e adattamento di Chiara Giordanengo e Michele Viale
Ferragosto. Giornata di Teatr'Anti, testo e studio scenico di David Spagnesi
Hey Girl! Regia di Romeo Castellucci
Finale di Partita di Samuel Beckett,Regia di Franco Branciaroli
La piuma che graffia il cuore della vita, di e con Patricia Astrada
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